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Casablanca. Esce da giovedì 11 maggio 2006 nelle edicole siciliane, e in abbonamento per tutti.

Tuesday, 13 November 2007
Non lasciamo morire Casablanca 

Cari passanti e ripassanti, con la morte di Biagi si è tornato a parlare di libertà di stampa, di giornalismo, di informazione. E c’è chi continua a praticare libera informazione lontano dall’appiattimento dei “notiziari in”, credendo in un giornale antimafia, fortemente militante di giustizia, di legalità, di cittadinanza attiva. Casablanca, diretto da Riccardo Orioles, pur vivendo una feconda stagione di impegno (con tanti vecchi e tantissimi giovani compagni di giornalismo e di lotta, tutti volontari), rischia di morire per difficoltà economiche, ma prima ancora di indifferenza persino nel suo stesso campo di impegno. Scusandomi per la lentezza con cui sto spedendo i miei disegni originali promessi ai nuovi abbonati che hanno aderito al precedente appello (sinceramente non mi aspettavo tante richieste), riporto integralmente la lettera di Salvatore Borsellino (fratello di Paolo) di sostegno a Casablanca.
Milano, 4 Novembre 2007. Ho ricevuto in questi giorni diversi mail e sms di giovani sinceramente disperati perche' Casablanca, un giornale che e' la continuazione ideale dei "Siciliani" di Pippo Fava, un giornale che faticosamente combatte a Catania contro l'indifferenza dei tanti e contro l'impero dei Ciancio, un giornale che combatte in trincea e non come noi dalle retrovie, sta per essere ucciso.

Postato da: casablanca a 02:19 | link | comments (3) | news, abbonamenti

Tuesday, 21 August 2007
Casablanca Luglio/Agosto 2007 

Postato da: casablanca a 23:20 | link | comments | news

Friday, 29 June 2007
Un'iniziativa pro abbonamenti 

 

Cari passanti e ripassanti, mettiamola così: voi fate un abbonamento a Casablanca e io vi regalo un mio disegno originale. Lo so che dietro le vostre anime gruppettare e movimentiste si cela la cupidigia di speculatori senza scrupoli, e quindi sarete ben contenti di fare un investimento in opere d'arte che tra qualche anno varranno ben più del misero cinquantone che serve per un abbonamento sostenitore a Casablanca. A questo aggiungo che gli acciacchi dell'età, il secondo figlio, l'artrite e l'esaurimento nervoso per i disegni fatti alle quattro di notte, in futuro potrebbero rallentare la mia cospicua e bulimica produzione, facendo impennare ulteriormente le quotazioni dei miei originali. Insomma siate furbi e investite per il futuro, 'che il materasso è fuori moda e tra un po' il mattone andrà in calo. Vuoi mettere un Biani originale autografato appeso al muro? Tra non molto sarà l'ultimo grido nei salotti radical chic, ancora più ricercato dei poster degli Inti-illimani. Questa vendita all'incanto da incantatore di serpenti la faccio per una causa più che meritevole: Casablanca, arrivata al numero 7 è una rivista contro le mafie nata dalla testardaggine di un gruppo di volontari aizzati da Riccardo Orioles, fondatore del vecchio "Avvenimenti" e compagno di redazione ne "I Siciliani" del direttore Pippo Fava, assassinato a Catania durante l'intensa esperienza del mensile.

Postato da: casablanca a 20:11 | link | comments (2) | news

Sunday, 11 February 2007
Casablanca n°5: Tutta casa e cosca 


In questo numero antimafia sociale (Locri e Palermo), mafiose, Senegal, un sacco di altre cose e - chicca - i fumetti di Bubi & Biani. Aumentate le pagine (da 36 a 52, nonostante... beh nonostante tutto quel che potete immaginare e anche qualcosa di più.

Clicca per scaricare il PDF dell'edizione straordinaria sulla violenza allo stadio di Catania (uscito successivamente).

Casablanca lo trovate in edicola, oppure richiedendolo in abbonamento a: Grazia Rapisarda - Casablanca - via Caronda 412, 95128 Catania.

Postato da: casablanca a 22:29 | link | comments (2) | news, contributo pdf

Wednesday, 22 November 2006
Casablanca n°4 : Sbavaglio! 


E' uscito Casablanca numero 4: "Sbavaglio!".
Per richiederlo o per info: riccardoorioles@gmail.com

La mafia - l'abbiamo detto tante volte - non è un'escrescenza criminale; è un potere. Non si combatte con le celebrazioni, ma con le riforme profonde e le lotte sociali. Pensate che colpo terribile, per Cosa Nostra e il Sistema campano, sarebbe una legge sulla trasparenza bancaria. Concordano giovani e vecchi maestri, il ragazzo Roberto Saviano e il "vecchio" Umberto Santino. E' l'antimafia difficile, quella che non crea status ma cambia tutto. A Roma, agli Stati Generali, si è parlato di questo. Bisogna obbligare il governo di centrosinistra mettere la lotta alla mafia come prima priorità. Può farlo con due leggi precise: una è quella sull'allargamento della gestione sociale dei beni confiscati a tutta l'economia extralegale (non solo Provenzano, per intenderci, ma anche Tanzi) e ha fatto benissimo Libera a porla fra i suoi obiettivi. L'altra, quella sul controllo bancario e sulla trasparenza. E' un momento importante anche, più specificamente, per noi di Casablanca, e in genere per coloro che lottano per l'informazione libera qui nel Sud. Abbiamo cominciato a riunire - col recente convegno, ma non solo - tutto l'arcipelago di piccole testate locali, di associazioni,di siti web, di gruppi della società civile

Postato da: casablanca a 01:39 | link | comments (1) | news

Thursday, 13 July 2006
Casablanca n°3 : Campione! 

Continua l’avventura di “Casablanca” che arriva al numero 3 coi contributi, tra gli altri, di Margherita Hack, Rita Borsellino, Lidia Menapace, Gian Carlo Caselli.

Per richiederlo o per info: riccardoorioles@gmail.com
Riportiamo “clandestinamente” (che Orioles mi perdoni) e in anteprima, l’editoriale del direttore Riccardo Orioles, una nuova riflessione sul caso Betulla-Farina (già trattato qui) e sul giornalismo veramente “libero”.
Che fine fanno - tanto per dirne una - tutte le polemiche di salotto su Farina? Renato Farina, braccio destro di Feltri, è quello che ha affermato che Enzo Baldoni era amico dei terroristi iracheni. L'ha scritto nero su bianco, avendone dunque (visto che è un giornalista) le prove. Non l'ha scritto perché ce l'avesse in particolare con Baldoni - che gliene frega - ma così tanto per fare lo scoop, per l'effetto. Bene: questo Farina è un "giornalista" o no?” Farina, per rispondere alla domanda che retoricamente ci ponevamo due anni fa (in internet, su San Libero del 30 agosto 2004), è senz’altro un giornalista, o tale almeno è stato considerato da tutto l’establishment, di destra e di sinistra, in tutti questi anni. Sul “terrorismo” di Baldoni, e su molte altre cose, si pensava che egli avesse delle opinioni - per quanto ributtanti - e le opinioni sono sempre sacre.

Postato da: casablanca a 14:12 | link | comments | news

Thursday, 08 June 2006
Anticipazioni: copertina del n° 2, giugno 2006 

Postato da: casablanca a 22:25 | link | comments | news

Sunday, 04 June 2006
Elezioni e Casablanca numero 2 

Sicilia. Eppure, il grande risultato di queste elezioni è un altro. Nel giro di alcuni mesi, "improvvisamente" per tutti (ma non per quei pochi che seguono dal basso e non dai palazzi la società siciliana) è nata una generazione. Senza denari, senza ordini, senza sostanziali aiuti dei vecchi elefantiaci partiti, è nata una rete di giovani che ha preso nelle sue mani il timone dell'opposizione. La rete dei comitati per Rita, quattrocento nell'Isola, migliaia di militanti civili, la meglio gioventù della regione. E poi Addiopizzo, ed poi ancora è la rete spontanea dei comitati al nord, il "treno per Rita". Queste reti rimangono, possono rimanere. Sono loro il nostro primo interlocutore, loro e le persone che le hanno formate. Noi abbiamo fiducia in queste persone. Vogliamo che restino unite e che, senza turbarsi per la sconfitta, organizzino con pazienza le vittorie nuove. L'Italia è di centrosinistra e la sconfitta è locale: non mancheranno le occasioni, purché si resti insieme. E forse, paradossalmente, una sconfitta amara ma battagliata sarà stata più utile, nel tempo, di una vittoria facile e indolore. Tempra di più, seleziona di più, aiuta di più a crescere questa giovane classe dirigente che è sempre la nostra, ora come e più di prima. Essa esce a testa alta da una difficile e coraggiosa campagna elettorale, dove è stata a volte ingenua ma mai povera, e sempre con grandissimo orgoglio e dignità. A quelli che la compongono, cui non abbiamo fatto mancare le critiche sul momento, diciamo ora che siamo orgogliosi di loro, che hanno servito bene la Sicilia e che con tutta la loro inesperienza sono stati più bravi e più utili di tanti superbi tromboni che, anzichè d'aiuto, sono stati d'impaccio. La destra (compresa la sua componente più tecnicamente mafiosa) ha vinto puntando sugli aspetti peggiori del popolo siciliano: lo spirito gregario, la sottomissione, il qualunquismo, la paura. Noi abbiamo perduto puntando sui migliori: la solidarietà, la memoria, la libertà di giudizio, la generosità. Entrambi abbiamo avuto "ragione": la Sicilia possiede le une e le altre cose, a volte fa raccapriccio agli estranei, a volte desta ammirazione. E' siciliano Borsellino, ma lo è anche Provenzano. Un corpo con due anime. Noi stiamo con la più onorevole, la più luminosa. Ma anche, in fondo, la più vincente. Quante volte si sono illusi, i notabili, di averla spazzata via una volta per tutte! Eppure, ogni volta, essa ritorna. Disordinata e indomabile, la nuova opposizione siciliana riproverà e riproverà a vincere, finché ci riuscirà tranquillamente. E' questione di tempo - anno più, anno meno - e di coerenza Restando uniti siamo molto più forti, nel lungo periodo, di loro. Perciò il primo dovere è: restare uniti. Il secondo è costruire. Questo non dipende da un'elezione. Dipende da un'attitudine generale, di classe dirigente e non di semplice protesta. Essa in Sicilia è rinata esattamente ora. E sono questi giovani ad esserne portatori. Ora hanno perduto, ma la prossima volta ce la faranno. (Fra l'altro devono ancora votare i carabinieri, che hanno ancora molte cose da dire, per ordine dei giudici, al governo Cuffaro) ________________________________________

Casablanca. E' andato bene il numero zero, nella modestia dei mezzi e dunque della diffusione. In certi posti è arrivato, in altri no. Dov'è arrivato è stato accolto benissimo, come un amico vecchio che è tornato. Ma il collo di bottiglia siamo noi, qui a Catania: non abbiamo forze abbastanza per coordinare (e c'è moltissima roba da coordinare), cerchiamo di decentrare il più possibile ma ancora, perché la macchina sia a regime, ci vogliono-due tre mesi.

Postato da: casablanca a 20:37 | link | comments (1) |

Saturday, 27 May 2006
La chiave 

La chiave, pesantissima e rugginosa, a momenti cadia dalle dita della signoruzza. Lei la guardò e poi guardò il cancello, una firriata altissima, puntuta, da cui a vedi e svedi si sbirciava u' jardinu. Zàgare, girsumini, lauri, cerase, aranci: e stu gran mare di ciauru, a undi, ammisculatu 'nsemi, che esattamente indicava: "trasiti che cca c'è u' paradisu". Ma paradisu vietatu: canazzi e malecarni lo sorvegliano, colle zanne di fuori e i cuteddi pronti, ché mai si dica che u' paradisu diventa terra di conquista ppi carusazzi e puvireddi. U' paradisu è ppi signuri, difatti, e tutto lu muragliuni tornu tornu è costellatu di sangu siccu: non si passa. Tranne che dd'u canceddu, altissimu e kafkianu, di cui s'avia perduta da tempu immimurabili la chiavi.

E ora eccola qui in 'sta manu di fimmina prisuntuosa e spaurita. U primu che la trovò, nun si sapi: durò picca comunque picchì Loro subito, comu che u seppiro, l'ammazzaru. U tempu ci fu a malapena di passarla a so' frati: e u' frati lestu a curriri, ccu sta' chiavi mmucciata 'nta cammisa sudatizza e i sgherri arreri. Scivola, dalla cammisa 'nsanguinata, a' chiavi giù per terra: ma ecco che passa un carusu e la ricogghi. "Posa 'sta chiavi!". Ma già 'u caruso è luntanu, scappa come un dannatu fra l'erba alta e l'ulivi. E passa u' communista - u' carusu si torci in terra - si china sul corpiceddu e ricogghi la chiavi. "Posa 'sta chiavi, posa, figghibottana!". E lampu lu pigghia ddà, unni finisci l'erba e cumincia a trazzera. "Portala, avanti, pigghiala!" ansa cull'ultimo ciatu. E si ferma un parrinu e via ppi la trazzera, a' tonaca rialzata mmi curri cchiù dispiratu. E si ferma u' viddanu e u' maestru di scola, e u' giudici e a' carusidda, e u' capitanu e u' pueta: e a manu a manu a' chiavi va, sempre cchiu' travagghiata e sempri cchiu vicina.

E ora eccola qua, nell'immenso silenzio della campagna siciliana. E lei che lentamente l'afferra, l'alza con gran fatica e lentamente l'infila nella serratura. Ci vuole forza assa' per girarla. Ma tu, fratuzzu miu, Sicilianu, mittici puru a' forza tua. (Riccardo Orioles)

Postato da: casablanca a 20:20 | link | comments (1) | catena s libero

Rita 

Postato da: casablanca a 01:35 | link | comments | vignette

 

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